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Key4biz | 14 giugno 2021

Articolo in materia di sanzioni economiche internazionali e privacy pubblicato sul magazine on-line Key4Biz.

Un caso giudiziario attualmente pendente innanzi alla Corte di giustizia dell’unione europea, il caso Bank Melli (Causa C‑124/20), esemplifica una tematica destinata ad avere un’importanza sempre più rilevante per le imprese europee: l’uso da parte delle amministrazioni statunitensi delle sanzioni economiche internazionali e, più in generale, la tendenza del diritto degli Stati Uniti ad estendere la propria giurisdizione al di fuori dei propri confini nazionali, assoggettandovi, pertanto, anche le persone fisiche e giuridiche della Unione Europea (d’ora in poi “UE”).

L'articolo riporta anche un interessante passaggio tratto dall'opinione dell'avvocato generale Hogan della CJEU in riferimento all'espansione extraterritoriale del diritto statunitense e le salvaguardie apprestate dal GDPR: "“le sfide che l’extraterritorialità di talune normative pone al diritto dell’Unione dovrebbero manifestarsi con una certa intensità, negli anni a venire, anche in un settore caro alla Corte, ossia quello della protezione dei dati personali. Infatti, il Clarifying Lawful Overseas Use of Data Act del 2018 degli Stati Uniti (legge recante chiarimento sull’utilizzo legittimo di dati all’estero), che ha modificato lo Stored Communications Act del 1986 (legge sulle comunicazioni archiviate), attribuisce alle autorità statunitensi preposte all’applicazione della legge il potere di richiedere i dati archiviati dalla maggior parte dei principali fornitori di servizi di cloud, anche se conservati al di fuori degli Stati Uniti. Tuttavia, il mercato dell’archiviazione dei dati è ampiamente dominato da società statunitensi, in misura superiore all’85%".

Per leggere l'articolo on-line cliccare qui: link.

 

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